Fumo – anche il reumatologo dice no.

Lo stile di vita incide in modo rilevante sulla sopravvivenza; tra i comportamenti più rischiosi c’è il fumo, che favorisce malattie cardiovascolari e alcune neoplasie. Il fumo ha effetti dannosi su vasi arteriosi, sistema immunitario e cellule ossee, incidendo sulla comparsa e progressione di varie malattie reumatiche. Favorisce lo sviluppo dell’artrite reumatoide stimolando la produzione degli autoanticorpi diretti contro le proteine citrullinate: più sigarette si fumano, maggiore è il rischio di ammalarsi. Inoltre, il fumo si associa a un decorso più grave, minore efficacia dei farmaci e coinvolgimento polmonare. L’artrite reumatoide, come altre malattie infiammatorie croniche, è un fattore di rischio cardiovascolare. Se a questa condizione si aggiunge il fumo, aumenta ulteriormente la probabilità di infarto o gravi patologie vascolari. Il fumo incide anche sull’osteoporosi, aumentando la fragilità ossea e il rischio di fratture, con conseguenze su qualità della vita, disabilità e costi sanitari e sociali. Il fumo è un fattore di rischio modificabile, e quindi eliminabile. Dopo le spiegazioni mediche, aggiungo che rinunciare alle sigarette significa farsi un grande regalo.

Dott.ssa Caramaschi Paola Specialista in Medicina Interna – Reumatologia

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